Come tutelarsi dai rumori molesti in condominio?

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In merito all’argomento, il codice civile al primo comma dell’articolo 844 dice che “il proprietario di un fondo non può impedire … i rumori … derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi”.

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In altre parole, per capire se un rumore sia lecito o meno occorre, prima di tutto, valutare la sua intensità e poi tenere in considerazione le condizioni concrete in cui lo stesso viene prodotto. Pertanto il criterio della “normale tollerabilità”, non ha parametri oggettivi ma può dipendere ad esempio: dalla durata del rumore, dall’orario in cui lo stesso viene prodotto e il luogo in cui si trova lo stesso appartamento. Molto spesso, proprio perché la normativa è poco chiara, i regolamenti condominiali cercano di fissare dei paletti, individuando delle fasce orarie in cui è vietato compiere alcune attività rumorose come ad esempio fare le pulizie, suonare ecc..

La produzione di determinati rumori può sfociare, nell’area penale quando lede una moltitudine di condomini. La norma di riferimento, in questo caso, è l’articolo 659 del codice penale che recita quanto segue: “Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro. Si applica l’ammenda da centotre euro a cinquecentosedici euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità”.

In seguito, illustreremo, un elenco dei principali rumori che hanno comportato la condanna di alcuni condomini, in ragione dei criteri sopra esposti.

Rumori legati a pulizie domestiche: la corte di cassazione, con la sentenza numero 48315/2016, ha condannato una donna napoletana per il reato di cui all’articolo 659 del codice penale proprio per la sua abitudine di iniziare le pulizie alle sei del mattino accompagnata con litigi continui con la figlia.

Rumori legati alla televisione ad alto volume: la condanna può scattare, poi, anche per chi ascolta la televisione a un volume altissimo, come si legge nella sentenza numero 28670/2017 della corte di cassazione, tanto alta, così si legge nella sentenza, che si distinguevano chiaramente le parole pronunciate nel programma tv dalla strada.

Rumori legati allo stereo: anche tali rumori devono classificarsi come rumori vietati soprattutto se lo stesso è intollerabile e disturba la tranquillità e il riposo degli altri condomini così come si legge nella sentenza numero 53102/2016 della Corte di Cassazione.

Rumori legati ad animali in condominio: in merito all’argomento se da un lato, infatti, i giudici hanno riconosciuto il diritto del cane ad abbaiare, dall’altro lato i rumori eccessivi possono essere fonte di responsabilità sia civile che penale da parte del padrone del cane nel caso in cui il cane viene lasciato da solo per troppo tempo e non curato a sufficienza.

 

Dott. Luigi Colaianni

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